“Aggredire o insultare un nazista è un delitto di odio”

La Fiscalia general del Estado, rappresentata per María José Segarra Crespo, messa a capo dal governo socialista l’anno passato, ha inviato una circolare a tutte le Fiscalias dello stato, in cui considera il colletivo nazi, un collettivo da difendere dalle aggressioni sia verbali che fisiche, e lo inserisce nella lista dei collettivi vulnerabili. Immagino che i padri del socialismo mondiale si stiano rivoltando nella tomba. Ma anche tutti quei politici e giuristi che negli anni ’80 scrissero la legge proprio per proteggere i collettivi vulnerabili (donne, LGTB, ecc) dalle aggressioni nazi-fasciste…

Intanto ieri hanno prestato giuramento i nuovi deputati e senatori, compresi i cinque indipendentisti in prigione preventiva. Accompagnati dalle forze di polizia, solo all’interno sono stati lasciati con una relativa libertà di movimento, determinando l’atipicità della situazione.
C’è stata la possibilità di molte chiacchere e strette di mano con deputati baschi, alcuni socialisti e quelli di Podemos. Le macchine fotografiche si sono centrate sopratutto sulla stretta di mano tra Oriol Junqueras e Pedro Sánchez, dove Junqueras ha approfittato per pronunciare un “dobbiamo parlare” diretto al presidente del governo.
Le formule del giuramento, anche questa volta, come fecero negli anni passati quelli di Podemos, è stata alterata. I nuovi deputati e senatori indipendentisti hanno usato la frase “come prigioniero politico e come repubblicano prometto….”, ma dai banchi della destra, ad ogni giuramento, sbattevano i piedi per terra e le mani sul tavolo, in modo di non far sentire la formula recitata, in particolar modo alle decine di giornalisti e telecamere intervenuti da tutto il mondo per l’occasione.
Dopo alcune votazioni frustrate, finalmente si compongono i presidenti, i vice e segretari della Mesa delle due camere. Ambedue presiedute da socialisti ed ambedue catalani. Al Congreso presiede Meritxell Batet, con l’aiuto di altri due socialisti, due di Podemos, due del PP e due di Ciutadanos. Al senato presiede Manuel Cruz, aiutato da altri tre socialisti, due del PP ed uno del PNB (partito nazionalista basco). Ora i due tavoli presidenziali dovranno decidere, non appena ricevano le dovute informazioni dai servizi giuridici, se i cinque deputati incarcerati, dovranno essere sospesi o potranno continuare una normale attività politica. La Batet subito ha passato la palla al Tribunal Supremo, inviandole una lettera in cui chiede istruzioni su come comportarsi al riguardo…
Il tutto in piena campagna elettorale per municipali ed europee.

Mentre al Tribunal Supremo, sono praticamente finiti gli interrogatori ai testimoni (ne mancano una manciata che dichiareranno oggi pomeriggio o al massimo domattina) ed è iniziata la fase “periziale” dove la voce sarà data a vari periti tecnici per risolvere una serie di competenze ancora poco chiare. Invece il Jutjat nº13 de Barcelona, ha iniziato a bloccare i conti bancari degli accusati per il pagamento della fiança (cauzione). La segretaria del Jutgat, Montserrat del Toro (la stessa che fu interrogata dal Supremo descrivendo le sue paure e la sua percezione della violenza dei manifestanti, durante la perquisizione al dipartimento di economia il 20 settembre del ’17), decide che il denaro della “cassa di solidarietà” consegnato al tribunale (3,7 milioni di euro), non è sufficente e ha iniziato con i conti bancari, poi potrebbe passare anche alle proprietà. E questo nonostante ci sia un ricorso in corso che potrebbe cambiare o anche eliminare il costo della cauzione…

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