Il confinamento e la politica

Il Governo Sánchez sta decidendo di allargare il confinamento fino al prossimo 26 di Aprile, ma parallelamente, visto la discesa di contagi e morti avvenuta nell’ultima manciata di giorni, verrà ammorbidito permettendo la riapertura delle attività produttive e commerciali non essenziali a partire da martedí 14 (ossia finite le vacanze pasquali).
Protesta vivmente il presidente della Generalitat catalana, Torra, come anche i partiti indipendentisti, che chiedono invece che il confinamento duro si prolunghi il più possibile. L’ipotesi di Torra è almeno fino a Maggio.
Il governo invece preferisce dare un colpo al cerchio, il confinamento, e uno alla botte, riavvivare l’economia. Nel farlo però preannuncia che il ritorno alla normalità sarà molto lontano, arriverà solo quando arriverà il vaccino, e che fino ad allora si resterà sotto uno stato d’allarme permanente…
Nel nuovo Real Decreto che sarà presentato per allungare il confinamento, sarà previsto lo stanzionamento di 200.000€ per finanziare gli autonomi e le piccole imprese, per tentare di rimediare al precedente decreto, che tanta polemica aveva causato proprio rispetto al mancato finanziamento degli autonomi. E con questo si assicura l’appoggio di Ciutadanos. Ma in tema di lavoro, ogniuno ha le sue differenti ricette e motivazioni, quindi l’appoggio al governo sarà minore rispetto al decreto precedente. Il PNV basco ha annunciato che si asterrà solo per senso di responsabilità, come ERC e il Pdcat, mentre Vox e la CUP voteranno contro, e il PP non ha ancora chiarito del tutto la sua posizione.
Ma la mossa principale di Sánchez è tutta politica. In nome della lotta al virus, decide di rilanciare i “patti della Moncloa”. Ossia quei patti che furono firmati da partiti e sindacati, nel 1977, e che servirono per scrivere la costituzione e rilanciare il paese dopo quarant’anni di dittatura Franchista.
La cosa spiazza in molti politicamente.
Da una parte il governo trova l’inaspettato appoggio di Ciutadanos, che ci vede la possibilità di ricentralizzare lo stato e chiudere finalmente a qualunque velleità indipendentista. Ma per le stesse motivazioni, dall’altra parte, il totale rifiuto dei partiti indipendentisti catalani e baschi.
Curiosa è invece la posizione del PP e di Vox. I due partiti di destra non riescono a rallegrarsi per l’apertura di una finestra politica tutta costruita su un ritorno del patriottismo e dell’unità della patria, ma (e non senza ragione) temono che parallelamente possano essere messi (finalmente) in discussione tutti quegli incastri di poteri che hanno garantito al Franchismo di rimanere presenti e vigili durante quarant’anni di democrazia…
Non si placa la polemica per i prigionieri politici catalani. Oltre alle proteste della Generalitat, e dei partiti indipendentisti, è arrivata una lettera aperta al Presidente Sánchez, scritta da una trentina di eurodeputati, in cui si denuncia l’atteggiamento apertamente prevaricatore e minaccioso del Tribunal Supremo verso i funzionari della Generalitat che dovevano decidere quali detenuti potessero essere messi in libertà per non soffocare le carceri in piena epidemia. Ed in cui si ricorda le direttive dell’OMS e dell’ONU rispetto all’urgenza di una drastica diminuzione della popolazione carceraria. Ovvio che il peso degli eurodeputati, in un momento in cui si sta rischiando la spaccatura dell’unione stessa e mentre i vari stati europei stanno mettendo in piedi stati d’allarme ed una drastica diminuzione dei diritti, diventa giorno dopo giorno sempre più relativo…
Nonostante il confinamento, non si ferma l’attività processuale. Quindi la Fiscalia di Girona, chiede per iscritto, che i due giovani accusati di disordini pubblici durante le proteste successive alla condanna dei leader indipendentisti, siano condannati a 9 anni di prigione e 7.200€ di multa. Ma essendo i due giovani anche immigrati, chiede, dopo il compimento dei 2/3 della pena, anche l’espulsione dal paese. La cosa curiosa è che, visto che negli incidenti ci furono furgoni dei Mossos dannegiati, ed alcuni agenti feriti dai sassi lanciati dai manifestanti, la Generalitat si è costituita parte civile, e si associa alla Fiscalia nelle dure richieste di condanna. La cosa è curiosa sopratutto per le continue denuncie della repressione che si fanno dalla Generalitat e dalla politica catalana nei confronti dello stato spagnolo, ma poi si è capaci di chiedere nove anni di carcere con associata espulsione, per il lancio di due sassi, che tra l’altro gli imputati non ne riconoscono la responsabilità…
I movimenti di base indipendentisti e i CDR gironini sono decisamente indignati.

Altre piccole notizie sparse sulla situazione catalana del coronavirus:
Aumentano i controlli per le vacanze di pasqua. Molti i posti di blocco all’uscita delle principali città, ma c’è anche la decisione di molti comuni di località marittime, che hanno bloccato gli accessi alle vie principali con blocchi di cemento, per evitare che entrino vacanzieri da altre località.
Mentre da martedí inizieranno i corsi on line pre migliaia di studenti catalani. Alcune scuole avevano già inserito il computer al posto dei libri già all’inizio dell’anno scolastico. Per questi istituti rimane solo da controllare se tutti gli studenti abbiano o meno l’accesso al wi-fi. Ma per migliaia di altri al momento la cosa sembrerebbe impossibile, i problemi da sormontare sembrerebbero infiniti, anche se dal dipartimento di educazione cercano di tranquillizare le famiglie, sostenendo che faranno di tutto per ridurre il più possibile le distanze tecnologiche e che comunque, nella valutazione finale, saranno tenute in conto tutte le eventuali deficenze tecniche…
Non sono collassati solo gli ospedali, ma anche gli uffici di collocamento, gli studi dei commercialisti, e tutto ciò che riguarda il lavoro, i contratti, le tasse e i sussidi.
La generalitat distribuirà, a partire da martedì prossimo, tramite le farmacie, mascherette a tutta la popolazione. Presentando la tessera sanitaria, la prima sarà gratuita.
La mortalità a Barcellona si è raddoppiata rispretto all’anno precedente, e i quartieri più colpiti sono le periferie nord di Nou Barris e di Horta-Guinardó.
A Valencia si partorisce senza epidurale sia per mancaza di personale, che di materiale sanitario.
Una residenza per anziani di Lleida ha festeggiato oggi il fatto di non aver avuto nessun contagio (che visto la situazione delle case di riposo in tutta la penisola, come nel resto d’europa, protrebbe considerarsi un record positivo), grazie al fatto che residenti come i lavoratori, si sono rigidamente confinati da 26 giorni. Il sacrificio dei lavoratori, ha permesso la sopravivenza di tutti gli anziani.

Deja una respuesta

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Salir /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Salir /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Salir /  Cambiar )

Conectando a %s