Tsunami repressivo

Operazione Volhov. Così è stata chiamata dalla Gurdia Civil l’operazione che da mercoledì ha già portato a 21 arresti e svariate perquisizioni di case e uffici.
Curiosa la scelta del nome. Volhov è una cittadina russa, dove, durante la seconda guerra mondiale, hanno combattuto i volontari spagnoli della Division Azul al fianco delle SS di Hitler contro l’Armata Rossa. Già il nome è tutta una dichiarazione di intenti… Ma perchè questo nome? Il motivo sarebbe che secondo la magistratura e la Guardia Civil, Puigdemont si era messo d’accordo con Putin per l’invio di 10.000 soldati russi al fine di permettere l’indipendenza della Catalunya.
Decisamente divertente è stato il messaggio messo in rete dall’ambasciata Russa di Madrid, dove si prende in giro la magistratura: non 10.000, ma un milione di soldati russi saranno trasportati con aerei “Mosca” e “Chato” nascosti in Catalunya dai tempi della guerra civile, e in attesa da allora dell’ordine cifrato per l’inizio dell’operazione! L’ambasciata poi, pasando a dei commenti piu seri, si dice stupita di come la stampa iberica abbia potuto dare credito ad un’iniformazione tanto assurda. Al momento non risulta una risposta del governo spagnolo, ma suppongo che non se la sentano di scatenere una crisi diplomatica e preferiscano il silenzio.
L’operazione coninvolge alcuni dipendenti dell’amministrazione pubblica e alcuni impresari, principalmente David Madí e Xavier Vendrell. Il secondo fu segretario generale di ERC, che, lasciata la política, si trasforma in imprenditore.
L’investigazione vorrebbe dimostrare che il Vendrell sia il capo della famosa organizzazione Tsunami Democratic, quella che organizzò l’occupazione e blocco dell’aeroporto internazionale del El Prat di Barcellona e la chiusura delle frontiere con la Francia, nei giorni successivi all’emissione della sentenza ai politici e attivisti indipendentisti catalani.
Non si capisce bene cosa c’entrino i soldati russi e Tsunami Democratic, visto che tutte le intercettazioni riguardano il traffico di influenza per il cambio di destinazione d’uso di un terreno, o lo sblocco di alcune pratiche per far partire una scuola in un edificio di proprietà del Vendrell. Insomma, più che un’invasione russa sembra semplicemente una trama di corruzione, se dimostrata ovviamente.
Nenche le opposizioni politiche se la sono sentita di attacare gli indipendentisti riguardo ai soldati russi o a Tsunami, mentre, naturalmente, non si sono lasciati perderé l’occasione per l’accusa di corruzione.
L’indagine si somma ormai ai molti casi di repressione che la magistratura insieme alla Guardia Civil stanno portando avanti nei confronti dell’indipendentismo. Per capirne le dimenzioni, facciamo un piccolo riassunto.
Cinque sono i processi arrivati alla sentenza. Il più famoso ovviamente è quello ai politici e attivisti catalani che ha visto condanne tra i 9 e i 13 anni di carcere, per gli accusati principali. Poi c’è quella al tavolo di presidenza del parlamento catalano, per il quale ci sono state condanne per inabilitazione e multe di 30.000€. Da poco si è anche concluso il proceso alla direzione dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, che invece ha visto un’assoluzione completa, mettendo quindi in discussione l’impianto accusatorio del proceso ai politici che si basava sul fatto che i Mossos erano un braccio armato dell’indipendentismo. Il presidente catalano Torra, inabilitato per aver attaccato un striscione per la liberazione dei prigionieri politici. E poi c’è stata anche la sentenza all’attivista dei CDR (comitati di difesa della repubblica), in principio accusata di terrorismo e poi assolta.
Resta da aspettare per vedere le sentenze ad altri processi. C’è quello a 30 tra Carchi governativi e imprenditori per l’organizzazione del referéndum del primo ottobre ’17. È attesa per i primi di noviembre la sentenza alla giunta elettorale del referéndum, sono cinque imputati che rischiano fino a due anni di prigione. C’è il caso di Josep Nuet, che essendo un deputato non poteva essere processato con il tavolo di presidenza ed avrá un proceso a parte. C’è il proceso a Bernat Solé, ex sindaco che rischia un anno e mezzo di prigione per aver permesso il referéndum nei locali comunali. Anche altri 12 sindaci sono in attesa di essere processati, per il reato di disobbedienza.
E ci sono i due Mossos d’Esquadra che hanno accompagnato Puigdemont nella sua fuga in Belgio, anche loro in attesa di giudizio.
Poi ci sono le indagini ancora da chiudere, come 9 attivisti dei CDR accusati di terrorismo, altri sei sindaci sempre per disobbedienza, un centinaio di agenti tra Guardia Civil e Policia Nacional indagati per le cariche del giorno del referendum.
E ovviamente ci sono anche i vari esiliati all’estero, tra cui Adrià Carrasco, attivista dei CDR scappato in Belgio, il rapper Valtonic, anche lui in Belgio, e i politici catalani che sono quasi tutti in Belgio tranne la Ponsatí che è in Scozia e Marta Rovira e Anna Gabriel che invece sono in Svizzara. In Spagna non è previsto il proceso in contumacia, quindi fino al loro rientro in patria, non sarà possibile far partire i procedimenti giuridici.
Questa nuova Operazione Volhov si aggiunge semplicemente a tutte queste altre cause.
Tutto è possibile nella difesa della sacra patria spagnola, anche inventarsi un’imminente invasione russa!

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