Costituzione, sentenze, fascismo e antifascismo.

Il Tribunal Supremo, lo stesso che ha emesso la sentenza contro gli indipendentisti, e per essere esatti, la stessa sala e lo stesso giudice, Marchena, ha deciso che Dolors Bassa e Carme Forcadell, che stavano usufruendo del regime di semilibertà, non lo meritano. Nella sentenza in cui revoca la semilibertà, si trova a dover spiegare che non si trata di una sentenza política ma di un sentenza per un reato penale, quello di sedizione. Come se applicare un articolo ottocentesco (unico in Europa) e che avrebbe previsto l’uso di violenza e armi che non ci furono, non potesse essere solo un modo per mascherare la natura política della sentenza. E, così, tanto per essere maliziosi, il doverlo ribadire ad ogni sentenza potrebbe essere un chiaro segnale di coda di paglia…
Il tutto mentre il governo centrale di Madrid sta apertamente studiando, sia una legge per un indulto, che una legge che elimini o ridimenzioni decisamente il reato di sedizione anche in forma retroattiva. Sono sopratutto i Comuns di Assens (e Colau) che stanno spingendo forte, con l’appoggio di Podemos, perchè i politici indipendentisti possano essere a piede libero prima delle prossime elezioni catalane previste per febbraio (covid permettendo), come conseguenza diretta del cambio del reato di sedizione.
Sarà per questo che in una chat di generali in pensione si parla apertamente di “finire il lavoro” lasciato a metà dalla dittatura e ”fucilare 26 milioni di spagnoli”…
Non so se maggiormente preoccupati per una legge di bilancio che finalmente vede una spesa sociale come non se ne vedeva da tempo, o perchè la stessa legge è passata anche con i voti degli indipendentisti catalani e baschi, o solamente per non essere in grado di assimilare i leader indipendentisti a spasso per Barcellona. Fatto sta che un’altra gamba del deep state franchista si sta sentendo scomoda con l’attuale democrazia.
Il tutto avviene a pochi giorni dalla festa della costituzione. Non certo una costituzione antifascista come la nostra, anzi, una costituzione scritta dai franchisti che gentilmente hanno dato alcune concessioni a parte dell’antifascismo e mantenuto il ferreo controllo delle strutture statali.
E infatti, nella manifestazione di commemorazione di questa mattina, nella Plaça Sant Jaume di Barcellona, erano molte le mani tese mischiate alla bandiere spagnole che ascoltavano il comizio del leader di Vox, formazione dichiaratamente fascista, maschilista e antindipendentista.
Non che fossero in molti, come al solito, ma la libertà di parola non si nega a nessuno… Come non si nega qualche buona manganellata agli antifascisti e agli indipendentisti che hanno manifestato il loro dissenzo con la manifestazione dell’estrema destra. Un copione sempre alla moda.
Contemporaneamente va avanti il proceso per gli attentati islamisti di Barcellona, senza che si accinga a svelare praticamente nulla delle mille domande che un proceso del genere porta con se…
Già sappiamo che il giudice non ha accettato che l’imputazione fosse anche di omicidio plurimo (i 16 morti degli attentati), e non ha accettato le testimonianze dei servizi segreti spagnoli, che avrebbero potuto rivelare la relazione tra l’imam, Es-Satty, che era a capo della cellula, e gli stessi servizi. Adesso si rischia di non sapere a scienza certa, se l’imam morì nell’esplosione, avvenuta per errore due giorni prima degli attentati, o invece, come in molti sospettano, sia ancora vivo e nascosto dagli stessi servizi di intelligence.
Si è in attesa di poter interrogare dei periti marocchini, che dovrebbero determinare se il DNA trovato su dei resti dell’esplosione, altri trovati nella casa dell’imam e di due capelli trovati nel furgone di proprietà dell’imam, sono sufficentemente simili al DNA dei suoi parenti ancora residenti in Marocco, per determinare se uno dei due corpi trovati fosse effettivamente dell’imam o no. Ora però, c’è anche un documento, prodotto dagli stesssi periti marocchini, che sostiene che  non è stato rispettato lo standard ammesso dall’UE nelle analisi di DNA….
Per evitare dubbi, il giudice Guevara, ha preferito non accettare il documento…
Vedremo ora che succederà durante l’interrogatorio….

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