Quarta notte di violenza in Catalunya, ma atipica

Per la quarta notte consegutiva si ripetono manifestazioni, scontri, barricate e cassonetti bruciati in diverse cittadine catalane.
Gli scontri più duri, decifrando le cronache, sembrerebbero essere stati quelli di Girona, dove tra le altre cose è stato coinvolto il sindaco di Cetrà, Dani Cornellà, nonchè deputato della CUP (indipendentisti anticapitalisti), che mentre tentava di difendere due fermati, viene assalito dai Mossos e preso a manganellate.
A Tarragona la manifestazione è stata invece praticamente pacifica, mentre a Vilafranca del Penedès è stato assaltato il commissariato di zona con fuochi artificiali e una sassaiola.
Curioso è stato invece quello che è successo a Barcellona.
La manifestazione partita da Plaça Universitat non ha praticamente mai dovuto confrontarsi con i Mossos d’Esquadra. Curiosamente, alla minima provocazione i Mossos semplicemente scomparivano. Quasi buffa direi che è stata la situazione su Via Laietana, dove come risposta al lancio di un sasso, i furgoni che aprivano il corteo iniziano ad accellerare. Allora arrivano un paio di sassi in più, e i furgoni accellerano di più… a quel punto alcuni “temerari” si mettono a correre per cercare di prendere a calci i furgoni, ma questi accellerano fino ad allontanarsi di varie centinaia di metri…
La stessa cosa sucede con i cassonetti bruciati, praticamente sono falò e non barricate, ci mancava chi decidesse di scaldarci due salciccie sopra, tanto erano lontane e tranquille le forze di polizia. Solo un piccolo assalto ad un commissariato della Guardia Urbana ha creato qualche scontro diretto e due arresti, ma con la Guardia Urbana appunto, non con i Mossos…
La serata catalana si è chiusa con 4 fermati e 14 feriti.
C’è da notare anche che, dopo una chiamata per le reti sociali fatta nel pomeriggio, questa volta i manifestanti hanno bruciato solo e soltanto cassonetti: materiale pubblico. Nelle reti sociali si chiedeva proprio di evitare di coinvolgere proprietà private come tavoli di bar, motorini ecc. Ed è proprio quello che è successo.
Poi, ascoltando i telegiornali della sera, quella che a me pare la notizia dell’anno, ossia che i Mossos non abbiano fatto assolutamente niente, sembrerebbe che non sia una notizia.
Si parla dei cassonetti bruciati (e del nuovo civismo dei teppisti che risparmiano gli oggetti dei cittadini), degli assalti alle banche, sopratutto dei vicini che si scandalizzano, che tirano acqua dai balconi per spengere le barricate ecc. ma mai si parla dell’inazione delle forze di polizia.
Quello che sta succedendo è che ci sono manovre politiche per la formazione del governo. Che per mettere su un governo independentista è necessaria la presenza e il voto degli anticapitalisti della CUP, che già hanno chiesto lo scioglimento della “Brimo” (la celere catalana), che chiedono la fine dell’utilizzo di proiettili di gomma o foam che sia, e che inizi la discussione per un nuovo concetto di ordine pubblico, sulla scia delle discussione partite in alcune città USA dopo il Black Live Matter.
Il centrodestra independentista di Junts, subito si è adeguato, cosciente che se non ci fossero i voti della CUP sarebbe più probabile che si formi un governo dei socialisti insieme ai Comuns e al centrosinistra independentista di ERC. E quindi ora anche Junts parla di discutere un nuovo modello…. Ma il consigliere degli interni, ossia chi dirige attualmente il corpo dei Mossos, è proprio di Junts. Infatti oggi tutti i sindacati di polizia, unitariamente, hanno chiesto un incontro con i vertici governativi e con il consigliere degli interni.
Credo che sia probabile capire il risultato dell’incontro tra il governo in funzione e sindacati di polizia, osservando quello che succederà stasera alla manifestazione convocata nuevamente in Plaça Univarsitat alle 19.
Sembrerebbe invece che i socialisti vogliano approfittarne, e si schierano senza se e senza ma con le forze dell’ordine. Ma già uno dei due soci di cui avrebbero bisogno per governare, i Comuns di Ada Colau, si stanno unendo al discorso di ridiscutere il modelo di ordine pubblico… Ed ovviamente ERC non è da meno.
Quindi, sono i Mossos che cercano di fare pressioni sul governo catalano in formazione, o è il centrodestra catalano che usa i Mossos per far ritirare le istanze della sinistra per una ridiscussione del modelo di polizia?
Le tensioni seguono anche nel governo di Madrid, dove i due soci, i socialisti e Podemos, vedono praticamente in modo opposto la situazione: Pablo Iglesias parla di una democrazia (quella spagnola) ancora da aggiustare, mentre Pedro Sánchez (rispondendo anche alle critiche internazionali) parla della Spagna come di una democrazia piena, non come la Turchia o la Russia (paesi con cui è stata confrontata la Spagna dalla stampa straniera).
Quindi mentre podemos presenta una richiesta di indulto per Hasél e Valtonic, le voci del PSOE sono tutte per i vandali che saccheggiano le nostre città. Alla fine a Madrid troveranno un punto d’incontro, non hanno alternativa, anche perchè il PSOE teme che un nuovo esegutivo independentista a Barcellona possa allontanare i voti di ERC, che sono fondamentali per la tenuta del governo Sánchez.
E intanto la deroga della Ley Mordaza (legge bavaglio), che tante volte era stata promessa, nonostante tutto questo non riesce proprio ad entrare in agenda…

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