La conquista dello spazio

Questa mattina alle 7, dalla base di Baikonur, in Kazakistan, e grazie a un missile russo, è stato lanciato in orbita il primo nanosatellite della Generalitat de Catalunya.
Battezato con il nome di Enxaneta, grande come una scatola di scarpe, e con il peso di solo due chilogrammi, resterà in orbita 4 anni per poi disintegrarsi nell’atmosfera.
Servirà per connettere zone remote di difficile connessione; per il controllo delle riserve d’acqua o per quello di inondazioni; anche per controllare la fauna selvaggia; dati metereologici ecc. Si prevede che il lancio in orbita del satellite porterà a circa 1200 nuovi posti di lavoro.
In precedenza vari giornali spagnoli avevano preso in giro la scelta, titolando sarcasticamente come la nuova “nasa catalana”, o parlando di uno spreco economico eccessivo. Oggi si parla poco del nanosatellite nella stampa non catalana, ma se se ne parla, se ne parla come di un satellite “spagnolo”.
Ma la conquista dello spazio, non servirá certo a risolvere i tanti problemi terreni…
Si inizia con l’attacco, da parte di un’associazione di avvocati per la costituzione (termine che generalmente definisce chi è anti-indipendentista) alla giunta comunale di Barcellona e alla sindaca Ada Colau. L’associazione ha sporto denuncia per il finanziamento che il comune ha dato ad associazioni contro gli sfratti, come per esempio la PAH, di cui la sindaca fu in passato una delle principali rappresentanti. Il fatto che la Colau fu un’attivista di queste associazioni, sarebbe la prova che si trata di corruzione… La denuncia, ancora non confermata dalla magistratura, casca casualmente mentre si è in piena crisi a Madrid proprio per una legge che regola gli affitti.
Sin dalla nascita di questo governo, i due principali attori: Podemos e il PSOE, avevano accordato che si sarebbe fatta una legge per regolare il prezzo degli affitti. Lo stesso accordo servì anche per convincere gli indipendentisti di sinistra catatlani e baschi a sostenere l’esegutivo. Mentre la Generalitat catalana, già si era anticipata ed era riuscita a portare a votazione una legge simile, grazie proprio all’appoggio della formazione di Ada Colau, i Comuns, che sono l’alleato catalano di Podemos.
Ora i socialisti propongono una legge, che non mette un tetto agli affitti, ma solo propone sgravi fiscali a chi volontariamente fa un’abbassamento unilaterale del canone.
La proposta socialista sbaraglia completamente il tavolo. Podemos è indignata, ma sopratutto rischia l’irrilevanza política, visto che si era giocata quasi tutta la sua credibilità proprio sul controllo del prezzo degli affitti. Ada Colau ci aveva costruito su la propria candidatura a sindaca.
Ne uscirebbe male anche la Generalitat, visto che la sua legge verrebbe automaticamente annullata da una legge nazionale, quindi superiore.
Riesce anche a mettere in crisi anche la formazione del nuovo governo catalano. Il governo dovrebbe essere retto da ERC e dal suo capolista Aragonés, che si è battuta negli ultimi anni per la costruzione di un dialogo con Madrid, ma le difficoltà che arrivano da Madrid, rendono maggiormente difficile la costruzione di un dialogo e la credibilità, da parte dell’opinione pubblica catalana, che questo sia ancora possibile.
Non a caso, sabato, a Barcellona come a Madrid e nelle principali città spagnole, ci sono state varie manifestazioni per abbassare il prezzo degli affitti.
Sono sicuro che Niccolò Macchiavelli si inchinerebbe davanti alle aparentemente ingenue mosse del Signor Sánchez, e non sarebbe neanche la prima volta…
Intanto restiamo in attesa della seduta parlamentare della prossima settimana, che ci confermerà o meno la nascita del nuovo governo independentista catalano. Da poco ERC ha firmato un accordo con gli anticapitalisti della CUP, che nonostante resterebbero esterni al governo, sono disponibili a dare i voti per eleggere Aragonés presidente. L’accordo prevede una ridiscussione del sistema di ordine pubblico, come vanno chiedendo da mesi, in particolar modo dopo le manifestazione per l’arresto di Pablo Hasél; un grande investimento economico e di personale nella prima attenzione della sanità pubblica (sanità territoriale); trovare una formula legale per evitare lo sfratto di persone con un alto livello di vulnerabilità; inoltre una nuova formula che permetta una maggiore partecipazione della cittadinanza alla democrazia, come potrebbe essere l’istituzione di un referendum.
Tutto questo però non è stato contrattato anche con Junts, che sarebbe un partito di governo… quindi è da vedere fino a che punto questo accordo vedrà la luce. La CUP in precedenza avrebbe voluto la presidenza del parlamento, ma poi arrivò Junts e se la prese lei…
Senza contare alcune voci maligne che sostengono che in alcune correnti di Junts, si vorrebbe ripetere le elezioni, proprio per evitare la presidenza Aragonés che è troppo conciliante con il governo centrale di Madrid…
Dovremmo aspettare le fine della prossima settimana per sapere se ci sarà questo governo o no.
Sabato scorso ci sono state nuove manifestazioni per la liberazione di Pablo Hasél, probabilmente a causa della forte repressione, i numeri dei partecipanti sono stati decisamente inferiori alle manifestazioni delle settimane precedenti, e non si sono provocati incidente. Mentre i giudici mantengono la carcerazione preventiva per gli otto arrestati per l’assalto al furgone della Guardia Urbana (sei sono italiani). Visto il reato di tentato omicidio che pende su di loro, è difficile che vengano lasciati a piede libero in tempi brevi.
Curiosa, o anche drammatica, è invece la situazione di un cittadino anglosassone. Anche lui arrestato durante gli incidenti con la polizia, però non ha reati specifici, e sarebbe dovuto uscire come le altre centinaia di manifestanti arrestati e in attesa di giudizio… Solo che nel suo caso il giudice ha previsto un alto rischio di fuga. Per dei suoi precedenti? Per la tipología di reato? No, per essere scozzese!!! Dal momento che il Brexit non garantisce l’estradizione, nonostante si tratti di un reato lieve, la giudice vede nel mancato accordo tra UK e UE un motivo per mantenere una persona dietro le sbarre a tempo indeterminato…

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