Con il piede sbagliato…

Finalmente questa mattina il nuovo governo catalano prende possesso delle sue funzioni. Si presentano i nuovi consiglieri, le buone intenzioni eccetera, ma contemporaneamente avviene l’inciampo.
A Barcellona, nel quartiere di Poble Sec, di prima mattina, si presentano i Mossos d’Esquadra per effettuare lo sgombro di un edificio occupato. Ad aspettarli ci sono più di un centinaio di attivisti, compresi quattro deputati della CUP e due dei Comuns.
Sembrerebbe che i Mossos fossero accompagnati da membri di Desokupa, l’organizzazione privata, che utilizza personaggi legati all’estrema destra, e che si incarica di sfrattare inquilini e/o occupanti per conto delle grandi agenzie immobiliari, fondi d’investimento, gruppi bancari ecc. Spesso utilizando minacce o violenza.
C’è da ricordare che l’accordo che ha permesso che la CUP desse i propri voti per la formazione del nuovo governo independentista, parlava chiaramente di smettere di utilizzare i reparti antisommossa per sfratti e sgombri di occupazioni. E difronte al centinaio di attivisti, con i prima fila i quattro deputati della CUP, si presentano proprio i reparti antisommossa…
La tensione sale facilmente, e se da una parte arrivano le manganellate, dall’altra piovono vernici, coriandoli e farina.
Lo sgombro ha esito, e gli attivisti allora si dirigono alla sede di ERC, il partito di Aragonès, del nuovo presidente catalano. La sede verrà occupata in segno di protesta per alcune ore (senza però la presenza di deputati, nè della CUP e neanche di quelli dei Comuns), per poi assere abbandonata volontariamente dagli attivisti.
Ma l’immagine resta, e servirà da apertura di molti telegiornali, anticipando la notizia dell’insediamento del governo.
Allo stesso Aragonès non piace che la prima giornata del nuovo governo resti macchiata da questo incidente, e si precipita a chiamare i deputati della CUP per rassicurarli, sostenendo che non ha avuto il tempo di prendere possesso e che l’ordine di sgombro arrivava dalla magistratura…
La CUP lo ha detto in sede parlamentare: non è un assegno in bianco… E Aragonès ha promesso di metterci mano… vedremo.
Intanto andiamo a guardare come è formato il nuovo governo independentista.
Otto donne e sette uomini, con una consiglieria che si chiama “feminismo e ugualianza”.
Ma poi c’è anche chi fa notare che le conseglierie affidate a delle donne, sono quelle senza portafoglio, o con un preventivo di spesa piu basso.
Poi, sia la CUP che i Comuns si lamentano del consigliere di economia, che viene da una banca come La Caixa e precedentemente dalla petroliera Repsol, il che non garantisce le misure sociali che il governo dice di voler praticare. Anche la conseglieria di giustizia è in discussione per un motivo simile. La deputata in questione, quando fu rappresentante al congreso di Madrid, ha promosso una legge per lo sfratto express, appoggiata dai partiti di destra spagnoli come PP e Ciutadanos… I due nuovi consiglieri vengono da parte di Junts, il partito che ha origine nel centro destra, ma che nel suo percorso e dopo numerose scissioni, vorrebbe presentarsi con un profilo più progresista.
Che si lamentino i Comuns, che sono opposizione, fa parte del gioco, ma che lo faccia anche la CUP, che con i suoi voti mantiene in piedi il governo, nel futuro può avere un peso non indiferente…
Ora, a pensar bene non significa che i due o altri non siano in grado di mettere in discussione il proprio passato e magari stupirci, ma io ho il vizio di pensar male, e quindi mi riesce difficile non vedere una serie di probblemini all’orizzonte.
Comunque mostrarsi feminista in una società come quella catalana è inevitabile (anche in quella spagnola, che nei fatti è uno dei paesi all’avanguardia nell’arco euro-meditteraneo) visto come è profondo il tema al livello sociale.
E non solo perchè in certi ambienti giovanili si usi il plurale inclusivo (nosotras/nosaltres: il prulale femminile per definire un gruppo misto di persone), ma ormai il cambiamento è avvenuto anche nel mondo sportivo: ieri sera, in un’intervista, il nuovo presidente del Barça, La Porta, rispondendo ad una domanda sull’allenatore responde: “ora il maschile dovrà…” Il maschile, non il Barça, non la scuadra o altri sinonimi, ma il maschile….
I fatti cambiano la società, e mentre il maschile è un po che non vince niente, il femminile del Barça si avvicina alla tripletta: ha vinto la Champions, il campionato ed ora è in semifinale per vincere la Copa de la Reina… Ora sono loro il Barça principale… il maschile, nei fatti, è un passo indietro…

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