Rotture

Appena due giorni dopo che il governo aveva presentato il progetto del relatore/mediatore nel rapporto di dialogo con la politica catalana, senza ancora aver capito bene chi poteva essere, che ruolo teneva e quale tavolo sarebbe stato mediato, il governo rompe le relazioni e il dialogo.
Precedentemente c’erano state due dichiarazioni ufficiali, una del governo stesso, che garantiva che mai avrebbe autorizzato un referendum di autodeterminazione in Catalunya, l’altra del gruppo parlamentare del Pdcat, che, come già aveva fatto Esquerra Repiublicana, hanno presentato emendamenti alla totalità della legge di bilancio che dovrebbe venire votata mercoledì prossimo.
Uno penserebbe che allora si sono smontati gli argomenti per la manifestazione della destra per domanica a Madrid… Invece la convocazione rimane aperta, i rappresentanti della destra non si fidano del governo socialista, che chiamano traditore della patria e al soldo dell’indipendentismo golpista (questo il termine usano correntemente), e sopratutto non vogliono perdersi l’occasione di contarsi e far vedere la loro forza al debole governo socialista.
Credo che Sánchez sperava di nascondere la proposta di mediazione sotto la cortina di fumo della dichiarazione sul riconoscimento dell’autoproclamatosi nuovo presidente venezuelano, che avrebbe dovuto tenuto a bada la destra spagnola, gli avrebbe dato il contentino per farli stare buoni. Ma a destra vedono barcollare il governo Sánchez, e non vogliono certo perdersi l’occasione di dargli il colpo finale…
Al corteo, oltre a i partiti rappresentati nel congresso madrilegno, come PP e Ciutadanos, e a Vox, che ancora non ha questa rappresentazione, ma la stampa li tratta come se fosse cosa fatta, hanno aderito varie formazioni di estrema destra, come Hogar Social, Hazte Oir, España 2000 e la famosa Falange Española. Ma questa volta ha aderito anche colui che si lamentava sempre della scomodità dell’essere a fianco dell’estrema destra, il candidato a sindaco per Barcellona Emanuels Valls.
Molti sperano di vedere anche alcune autorità socialiste, visto che molti “baroni” si sono lamentati con Sánchez della proposta di mediazione, ma se vogliono mantenere ancora un poco le proprie poltrone, faranno meglio a non presentarsi, non sia che proprio la loro presenza determini il famoso colpo di grazia al governo…
E quindi si iniziano a preparare i vari appuntamenti che sono previsti per i prossimi giorni.
Domenica, appunto, la manifestazione delle destre a Madrid; Martedì 12 inizia i processo al Tribunal Supremo e si prevedono manifestazioni di protesta in tutta la Catalunya; Mercoledì 13 presentazione della legge di bilancio al congresso di Madrid; il 16 febbraio grande manifestazione indipendentista a Barcellona; il 21 sciopero generale in tutta la Catalunya; e infine il 16 marzo, manifestazione indipendentista a Madrid. L’aria si fa tesa.

Nelle stesso momento, ieri, la sindaca di Barcellona, Ada Colau, insieme a quella di Madrid, Manuela Carmena, e al capitano della Proactiva Open Arms, si sono recati a Roma, dal Papa, per chiedergli di fare pressione sul governo spagnolo per permettere alla Open Arms di lasciare il porto di Barcellona e soccorrere migranti. È più di un mese che la nave non può lasciare il porto, visto che il governo socialista non autorizza l’uscita della nave, facendo un’operazione alla Salvini ma silenziosa, senza che il mondo se ne sia accorto.
Al suo ritorno, la sindaca, prende carta e penna, e scrive alle massime autorità europee, spiegando come i processi contro l’indipendentismo, impediscano l’apertura di un dialogo politico tra stato centrale e Catalunya, e come la questione non sia affatto un problema interno spagnolo, visto che stiamo parlando di diritti umani, di diritto d’espressione, di voto, di partecipazione politica eccetera, tutti diritti che colpiscono il significato stesso delle istituzioni europee. La Colau, sottolinea come la mancata soluzione del caso catalano, potrebbe avere forti ripercussioni dulla stabilità dell’assetto europeo nei prossimi anni.
Ma io me li vedo i vari Junker e Tajani nascondere la lettera della sindaca sotto una montagna di scartoffie, fare i vaghi, come fosse l’invito ad un matrimonio gay o ad un’imbarazzante evevnto di cui meglio non parlare…

Deja un comentario