La concentrazione delle 12 a Plaça Universitat contava migliaia di persone. Una parte e rimasta bloccando la Gran Via difronte all’università, mentre il grosso degli studenti si muove in corteo verso Plaça Catalunya. Tra le tante, si notano molte bandiere femministe (e girano anche molti volantini che richiamano allo sciopero dell’8 marzo), bandiere degli anarcosindacalisti della CGT, tornano a vedersi le bandiere indipendentiste gay (invece delle strisce giallo e rosse, le hanno arcobaleno), quelle della seconda repubblica spagnola (quella sconfitta nella guerra civile dal dittatore fascista Franco), e anche felpe, magliette e cartelli per l’accoglienza dei rifugiati.
Lo slogan più diffuso è: “stanno processando un popolo intero”.
Un gruppo numeroso si stacca dal corteo e scende nella stazione della Renfe bloccando i binari dei treni. Il corteo gira per Paseo de Gracia, ma li si trova bloccato da una decina di furgoni dei Mossos. Si resta lí, cantando e ballando per più di un’ora. Poi ci sono state cariche, ma i manifestanti sono rimasti sempre a pochi metri, fino a che i furgoni accendono i motori e se ne vanno, in mezzo a cori di giubilo e applausi. Il corteo fa poche centinaia di metri per fermarsi nuovamente sulla Gran Via bloccandola in un punto differente. Un paio di tassisti trattano con i manifestanti perchè portavano persone anziane e che non potevano camminare, i manifestanti gli hanno fatto spengere il tassametro, e solo dopo gli hanno permesso di andare via.
Un’altra manifestazione, molto numerosa, è scesa per la Via Laietana arrivando fino al mare, dove si è riunita con i sindacalisti di CSC e le associazioni che hanno convocato lo sciopero.
Da un punto di vista lavorativo, si potrebbe definire lo sciopero un mezzo fallimento. In città si parla del 30% di commerci chiusi, l’attività dei mercati generali è al 50% come anche al porto di Barcellona, mentre percuntuali molto alte si sono registrate nel settore pubblico ed in particolare nella scuola. Però la cosa è in parte scontata. Lo sciopero è una scusa, un appiglio per il blocco di paese, come fu per lo sciopero a novembre del ’17. Non a caso nessun sindacato si è aggiunto al CSC (noto per le vicinanze con l’indipendentismo), ma hanno comunque lasciato ai singoli lavoratori libertà di scelta sulla partecipazione o meno.
Nel resto della Catalunya, i tagli stradali iniziano già dalla notte, in molti casi ci sono state cariche.
Tarragona, Girona, Tarrega, Lleida, el Vallès, Vic eccetera. Piccole e grandi città, piccoli e grandi cortei, piccole e grandi strade bloccate dai manifestanti, barricate e copertoni incendiati.
A Girona, questa volta, quando all’alba un corteo si è diretto verso la stazione per bloccare i treni di alta velocità che si dirigono o arrivano dalla Francia, si sono trovati un enorme dispositivo dei Mossos d’Esquadra, che ha impedito l’occupazione della stazione. La stessa cosa è successa alla stazione di Sants di Barcellona, dove già dalla notte un forte dispositivo dei Mossos ha impedito qualunque occupazione della stazione.
I militanti del partito di centro destra Ciutadanos, si sono lamentati di aver trovato i vetri della sede del partito di Barcellona, rotti e con scritte ingiurose sui muri. I loro leader, in conferenza stampa, si lamentano dei pochi arresti fatti dai Mossos questa mattina. Per il momento si parla di cinque arresti.
Ma la giornata `è ancora lunga. Sono previste altre manifestazioni, e l’attività spontaneistica di molti CDR, rende difficile prevedere le azioni che verranno effettuate.
Il tutto succede mentre a Madrid continuano gli interrogatori al processo contro il governo indipendentista. In questo momento, continuano le domande della Fiscalia all’ex presidente dell’ANC Jordi Sànchez, che in mattinata ha avuto diversi battibecchi con il Fiscal, che a dire di Jordi Sànchez, tentava di accollargli responsabilità di ordine pubblico che non ha e parole che non ha detto…