Anche
domenica continuano i cortei e i blocchi stradali. A Barcellona una
manifestazione difronte alla delegazione del governo, ha riempito
l’entrata di sacchetti della mondezza, mentre parallelamente è stata
bloccata la Meridiana (una delle principali arterie della città,
nonchè entrata dal lato nord), e successivamente la Diagonal. Nel
tardo pomeriggio e fino a notte fonda, si è formato un Sit-in
davanti alla Jefatura superior de Policia di Via Laietana,
palazzo che simboleggia insieme alla delegazione del governo, il
potere spagnolo sopra Barcellona. Ma è anche uno dei principali
terreni di scontro degli incidenti dei giorni passati.
Ma ora
qualcosa è cambiato. Già sabato sera, più volte i manifestanti
avevano impedito a quelli più agguerriti, i lanci di sassi e
bottiglie. Nella nottata a manifestazione finita c’erano comunque
state cariche, ma di minore intensità e con minore partecipazione.
Da domenica invece, il movimento riesce ad autocontrollarsi evitanto
il ripetersi degli incidenti, a Barcellona come in tutte le
principali città catalane.
Altre manifestazioni e blocchi
stradali sono avvenuti in varie località catalale, da Girona a Vic,
da Tarragona fino all’ultimo paesino nei Pirenei, nessuno ha
intenzione di abbandonare la lotta.
E anche oggi si sono convocate
varie manifestazioni e blocchi stradali improvvisati. L’assemblea
degli studenti dell’università di Girona ha decretato il blocco
delle lezioni per tutta la settimana seguente, mentre gli studenti di
Lleida si stanno riunendo proprio adesso, per decidere se mantenere
l’occupazione, e quali saranno le forme di lotta che seguiranno.
Si
iniziano a fare i bilanci dei danni, che oltre a quelli del
mobiliario urbano distrutto, ci sono i tre negozi di tecnologia
saccheggiati durante gli scontri di venerdì, le tante vetrine
distrutte, ma sopratutto il danno economico per turismo e commercio
che fa piangere a molti…
Il rumore degli elicotteri continua a
disturbare una tranquilla passeggiata in centro, ma non si vedono più
le colonne di fumo e l’odore a bruciato.
Finalmente il presidente
in funzione del governo spagnolo, Pedro Sánchez, si decide a venire
a Barcellona. Si presenta all’Hospital de Sant Pau, ma l’entrata
principale è piena di manifestanti in sua attesa, allora preferisce
entrare per il pronto soccorso… Visiterà solamente i poliziotti
feriti, ma non i manifestanti. All’uscita sarà scortato da due file
di sanitari, che con cartelli che richiedono il dialogo politico e al
grido di libertat presos politics (libertà
per i prigionieri politici), lo accompagnano fino all’uscita.
Visiterà anche un secondo ospedale, ma ad accoglierlo ci sarà un
numero ridotto di contestatori. Troverà il tempo per una veloce
telefonata alla sindaca Colau, ma non lo troverà per un’incontro con
il presidente Torra e le istituzioni catalane. La scusa, dice, è che
Torra non ha condannato la violenza, mentre sia lui che varia altri
membri del governo, come anche Puigdemont dal Belgio o Junqueras dal
carcere, hanno più volte condannato la violenza e fatto ripetuti
richiami alla calma…
Tutti i partiti indipendentisti, ma anche i
Comuns della Colau protestano per il forte sgarbo
istituzionale e per la dimostrata volontà di non aprire nessun
dialogo. Mentre i partiti di destra lo appoggiano. Albert Rivera di
Ciutadanos dice che l’unica chiamata che si deve fare al presidente
Torra, è quella per comunicargli il licenziamento! Per i Popolari,
Torra non rappresenta i catalani (in spregio alla democrazia
rappresentativa) e che quindi bisogna solo togliergli il potere e il
controllo delle carceri e dei Mossos. Per Vox, l’unica soluzione per
Torra e il suo governo, è il carcere inmediato a vita!
Mentre
aumentano le manifestazioni di solidarietà con la lotta catalana, in
molte città del resto dello stato. A Valenzia durante l’utima
settimana, già sono state tre le manifestazioni. Alle Baleari due.
Ma anche a Bilbao, Zaragozza, Valladolid, Madrid…. A Madrid, come
raccontai, ci furono cariche e scontri con una contro manifestazione
di estrema destra, quindi la presidente della comunità autonoma di
Madrid (PP), cogliendo la palla al balzo, ha deciso di proporre un
divieto per le manifestazioni in sostegno alla Catalunya…
L’unico
cambio da parte del governo centrale, è la conferma che finalmente
la tomba dell’ex dittatore Francisco Franco, sarà finalmente tolta
dal monumento nazionale ai caduti, giovedì prossimo. Basterà che
un’operazione di facciata, e in ritardo di quarant’anni, renda lo
stato spagnolo degno degli aggettivi democratico e di diritto??