Processi e scioperi generali

Mancano una manciata di giorni all’apertura dei processi contro l’indipendentismo e l’impianto sembra mantenere tutte le caratteriste previste: bassa o nulla possibilità di un giudizio giusto e prevedibile ripercussione sulla normale vita cittadina.
La Fiscal General del Estado, María José Segarra, ha ufficialmente dichiarato che non c’è nessun bisogno di osservatori internazionali, perchè la giustizia spagnola offre tutte le garanzie, e che comunque sarà sufficente la diretta televisiva. Mentre sono già tredici le organizzazioni internazionali che hanno fatto richiesta di ammissione come osservatori internazionali, tra cui la American Bar Associacion di Chicago, la Federaccion internacional de derechos humanos con sede a Parigi, Euromed Rights di Copenaghen, Amnesty International, Trial Watch, Fair Trial, la italiana Antigonia e molte altre. Ma il Tribunal Supremo ancora non ha risposto alle richieste, sperando che lo faccia prima dell’inizio del dibbattimento. Ha però risposto agli indagati che avevano chiesto di essere liberati per poter preparare al meglio la propria difesa, e la risposta è stata nettamente negativa. La motivazione risiede negli atti e nei comportamenti di Marta Rovira a Ginevra e Carles Puidemont a Bruxelles, che dimostrano che è possibile scappare e continuare l’attività politica (delittiva?). In realtà il tribunale definisce il rischio di fuga aumentato, proprio grazie alle visite di Torra o di Torrent a Puigdemont e a Marta Rovira.
Mentre il Tribunal Costitucional, che doveva decidere su una richiesta di liberazione da parte di Junqueras, perchè con la prigione preventiva si ostacolano i suoi diritti politici, decide di non decidere… Difronte al timore che il tribunale europeo possa emettere una sentenza favorevole a Junqueras, come quella recente a favore di un deputato curdo, non riescono a trovare unanimità, e per evitare probblemi, non decidono per non intralciare l’inizio del processo…
Nel frattempo Puigdemont ha scritto una lettera al Tribunal Supremo per chiedere di essere accettato come testimone (la sua testimonianza, richiesta dalla difesa era già stata rifiutata), per videoconferenza.
Jordi Cuixart, invece, ha messo vari nomi internazionali nella richiesta di testimoni, come Noam Chomsky, Paul Preston, un paio di nobel della pace, esperti in diritto internazionale delle nazioni unite o del consiglio europeo ecc… Insomma, si intravede una linea difensiva tutta politica…
In rete, in molti stanno cercando di organizzare dei blocchi stradali per impedire che gli imputati vengano trasferiti a Madrid da carceri catalane, ma la mancanza di un’ora e un giorno preciso potranno inibire l’azione.
La mancanza di azione inibisce a molti, non bastano le braciate che quasi tutti i fine settimana e i festivi (quella di capod’anno fu molto partecipata) si fanno fuori dalle carceri catalane, molti lamentano l’inazione come “deprimente” del movimento. Mentre Carme Forcadell, in una lettera che scrive dal carcere, dice che la futura repubblica dovrà essere femminista, che la esperienza di reclusa la ha aiutata a vedere quanto è profondo il patriarcato, arrivando ad una maggiore discriminazione delle donne anche nelle galere…
Comunque sia, il sindacato CSC ha convocato uno sciopero generale per il 5,6 e 7 febbraio in tutta la Catalunya. Subito si è accodata la CUP, gli anticapitalisti catalani era tempo che chiedevano la convocazione di uno sciopero generale. Successivamente anche gli altri partiti indipendentisti, come ERC e il Pdcat, e le associazioni ANC e Omnium si sono unite alla convocazione, applaudita anche per il presidente catalano Torra.
E la catena di benzinai “Petrolis Independentes” sta istigando i propri dipendenti a scioperare, promettendo che le giornate di sciopero non saranno contabilizzate, mantenendo intatto lo stipendio…
Mentre la Generalitat ci fa sapere che nell’ultimo anno, le aggressioni fasciste sono state 328 in tutta la Catalunya. Ma non quantifica le cariche fatte dai Mossos agli antifascisti, quando manifestavano per impedire atti di chiara matrice fascista…
Le “piazze” saranno uno dei punti analitici chiave di questo processo, del modo in cui influirà sulla società civile. Le attese politiche sono molte, ma il modo come si svilupperanno, le vedremo giorno per giorno. In molti sperano che riescano a ricucire le relazioni nel mondo indipendentista, che sono rotte in molti punti e a molti livelli. Da poco si è aggiunta anche la ANC (da sempre vicina alle istituzioni), che ha fatto girare un video in rete dove denuncia l’inazione del governo Torra, e le menzogne a cui sottomette la popolazione (dov’è la repubblica?). Polemica forte, specialmente vedendo da dove proviene… Molti contano sul fatto che la repressione dello stato, i processi e le condanne, serviranno da collante per una popolazione (politica) un po persa sull’obbiettivo e sulla strada da percorrere per raggiungerlo, e altri sperano che serva da detonante per una nuova stagione di rivolta che porti dritto verso la costituzione di una repubblica catalana…
La strada è lunga, e sembra tutta in salita…

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