Il sindacato indipendente CSC, ha spostato la convocazione dello sciopero generale per il prossimo 21 febbraio, quindi a processo iniziato. Oltre al processo all’indipendentismo, CSC motiva la convocazione con la richiesta di cancellazione dell’ultima riforma del lavoro (targata PP) e per la riconferma di tutte le leggi sociali annullate dal Tribunal Costitucional. Subito si accoda la CUP e i CDR, e piano piano si accoderanno anche tutte le altre formazioni sia politiche che le associazioni.
I CDR, già si erano resi protagonisti di azioni simboliche, due sere fa. Tutti i tribunali, piccoli o grandi, in tutta la Catalunya, si sono ritrovati i portoni pieni di sterco, letame, mondezza e scritte contro la magistratura spagnola. La magistratura catalana, ha quindi preteso dai Mossos, il piantone perpetuo a tutte le sue istituzioni. Nelle indagini che portano avanti i Mossos, l’azione è stata qualificata come “attentato”.
Mentre da Madrid, il gruppo di Esquerra Republicana ha appena consegnato al congresso un emendamento per ogni articolo della legge di bilancio che i socialisti presenteranno il prossimo 12 febbraio (in coincidenza con l’inizio del processo), potranno ritirarli fino all’ultimo momento, ma per farlo chiedono un passo del governo o verso i prigionieri politici o sul tema dell’autodeterminazione. Il governo risponde che sta pensando di mettere un mediatore nei rapposti tra governo centrale e generalitat catalana. E scoppia la polemica.
Da destra volano insulti, Sánchez è definito “traditore della patria”, Ciutadanos chiede elezioni immediate, il PP inizia una consultazione per cercare di battere il governo con una mozione di censura, e ambedue i partiti convocano una manifestazione per domenica a Madrid contro il governo, a cui si aggiunge anche Vox. Il governo corre a spiegare che non si trata di una mediazione tra due governi, tantomeno di un mediatore internazionale, ma semplicemente di un “relatore” nell’assemblea tra partiti in Catalunya. L’assemblea è al secondo incontro, senza mediazione, ma non tutti vi partecipano, sia PP che Ciutadanos l’hanno disertata. Comunque sia, sembra che alla Generalitat l’hanno capita in modo differente. Hanno infatti preparato una lista di personalità internazionali che potrebbero ricoprire il ruolo e l’hanno spedita al governo centrale…
Intanto all’Audiencia Nacional, si discute se il processo all’ex Major Trapero, la sua attendente e altre tre persone della cupola della consiglieria di interni, può essere celebrato dall’Audiencia a Madrid o debba essere trasferito a un tribunale catalano. Questo poco dopo che la Fiscalia della Audiencia aveva messo in dubbio (e poi ritrattato), che in Catalunya fosse possibile celebrarlo in serenità e equità, il che ha creato proteste da parte delle associazioni di magistrati catalani. L’Audiencia Nacional è stata costretta ad emettere un comunicato di scuse nei confronti della magistratura catalana.
Parallelamente si avvicina l’apertura di un altro processo all’Audiencia Nacional, quello ad un consigliere della CUP del distretto di Sant Andreu di Barcellona, Ivan Altamira, e ad un altro militante della CUP dello stesso quartiere, Davis Cramona, per aver partecipato ad un atto (un concerto) in sostegno al referendum del primo ottobre del ’17.
Quando vennero interrogati, i due imputati si rifiutarono di rispondere ad “un tribunale straniero, erede del franchismo” (L’Audiencia Nacional, tribunale unico in europa, nasce dalle ceneri del tribunale speciale politico franchista). La Fiscalia chiede due anni di prigione.
Mentre la Guardia Civil mette sotto inchiesta un altro rappresentante della CUP, Robert Huertas, per un delitto di minaccie, che si sarebbe verificato durante una contro manifestazione ad un atto organizzato da Ciutadanos nel Baix Empordà. La formazione anticapitalista e indipendentista assicura che si tratta solo dell’ennesimo tentativo di gettare fango con menzogne, visto che hanno i filmati degli eventi, dove si vede chiaramente che l’accusato non fa nessuna minaccia a nessuno.
La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha dichiarato che quando sarà chiamata come testimone al processo, si farà accompagnare da alcuni eurodeputati, per compensare l’assenza di osservatori internazionali.